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5月10日 Dio ifatti non ha mandato il propio figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinchè il mondo sia salvato per mezzo di lui.giovanni cap.3:17Il vento soffia dove vuole e tu ne odi il suono,ma non sai da dove viene ne dove va;così è per chiunque è nato dallo Spirito.Giovanni cap.3:7 Gesù le disse:Io sono la risurrezione e la vita;chiunque crede in me,anche se dovesse morire,vivrà Giovanni cap 11:25 Gesù rispose loro:Se foste ciechi,non avreste alcun peccato;ma siccome dite;Noi "vediamo",perciò il vostro peccato rimane. Giovanni cap.9:41 A lui apre il portinaio;le pecore ascoltano la sua voce,ed egli chiama le sue pecore per nome le conduce fuori.E quando ha fatto uscire le sue pecore,va davanti a loro;e le pecore lo seguono, perchè conoscono la sua voce.Giovanni 10:3,4,5.Io sono il buon pastore,il buon pastore depone la sua vita per le pecore.Giovanni cap 10:11.Ma voi non credete,perchè non siete delle mie pecore,come vi ho detto.Le mie pecore ascoltano la mia voce io le conosco ed esse mi seguono;e io do loro la vita eterna e non periranno mai,e nessuno le rapirà dalla mia mano.Giovanni 10:26,27,28.E ne usciranno;quelli che hanno fatto il bene in risurrezione di vita,e quelli che hanno fatto il male in risurrezione di condanna.Giovanni cap.5:29 Questo è il mio comandamento;che vi amiate gli uni gli altri,come io ho amato voi.Giovanni cap.15:12.Non voi avete scelto me ma io ho scelto voi;e vi ho costituiti perchè andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo,affinchè qualunque cosa chiediate al padre nel mio nome,egli ve la dia.Giovanni 15:16,17 Tuttavia io vi dico la verità:è bene per voi che io me ne vada,perchè se non me ne vado,non verrà a voi il Consolatore;ma se me ne vado,io ve lo manderò.Giovanni cap. 16 :7 Ma quando verrà lui lo spirito di verità,egli vi guiderà in ogni verità,perchè non parlerà da se stesso,ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire.Egli mi glorificherà,perchè prenderà del mio e ve lo annunzierà.Giovanni cap.16:13,14 Il quasi CristianoIL QUASI CRISTIANOdi George Whitefield
Queste parole, prese nel loro contesto, ci forniscono una vivida rappresentazione del diverso modo di accogliere la dottrina presentata da ministri di Cristo come Paolo, da parte degli uomini dei nostri giorni. Poiché nonostante essi, come questo grande apostolo, pronunciano "parole di verità e di buon senno", e con tale forza e potenza che i loro avversari non possono contraddire o resistere, troppi sono come il nobile Festo, o troppo pieni di sé per accettare degli insegnamenti, o troppo sensuali, o troppo noncuranti, o hanno una mente troppo carnale per accettare la dottrina, e dunque trovano scuse, gridando come Festo: "tu vaneggi; la molta dottrina (o, ciò che è più importante, la molta carità) ti mette fuori di senno". Ma comunque, sia benedetto Dio! Non tutti rifiutano di credere alla nostra testimonianza; eppure tra quelli che accettano con allegrezza la parola e che confessano che abbiamo pronunciato parole di verità e di buon senno, sono così pochi quelli che arrivano a superare il grado di compunzione mostrato da Agrippa, così pochi quelli che arrivano ad essere persuasi ad essere più che "quasi Cristiani", che non posso fare a meno di credere che sia assolutamente necessario avvertire le care persone che mi ascoltano dei pericoli di una tale condizione. E perciò, dalle parole del testo che stiamo considerando, considererò queste tre cose: E dunque, come prima cosa, considererò cosa significa essere quasi Cristiano. Se considerate questa persona rispetto ai suoi vicini, riconoscerete che si tratta di una persona che osserva la giustizia in tutto; ma ciò non procede dall'amore per Dio o per il prossimo, ma solo da un principio di amor proprio: egli sa che la disonestà può rovinare la sua reputazione, e di conseguenza i favori che riceve nel mondo. È una persona che dipende molto dall'essere giusto a modo suo, e si accontenta della coscienza di non aver fatto danno a nessuno, sebbene legga nel Vangelo che i servi inutili saranno gettati "nelle tenebre di fuori" (cfr. Matteo 25:30), e che il fico sterile fu maledetto e si seccò fin dalle radici (cfr. Marco 11:20-21), non per aver portato un cattivo frutto, ma per non averlo portato affatto. Non è avverso a fare opere di bene in pubblico, purché non debbano essere fatte troppo frequentemente: ma non è avvezzo alla pratica di visitare i malati e i carcerati, di vestire coloro che non hanno di che coprirsi, e di sfamare gli affamati senza mettersi in mostra. Pensa che tutte queste cose appartengono solo al clero, sebbene il suo cuore falso gli dica che nient'altro che l'orgoglio lo trattiene dal praticare questi atti di umiltà; e che Gesù Cristo, nel capitolo 25 del libro di Matteo, condanna le persone alle sofferenze eterne non soltanto perché siano fornicatori, ubriachi, o estorsori, ma per aver rifiutato di fare quelle opere di carità: "Allora egli dirà ancora a coloro che saranno a sinistra: 'Andate via da me maledetti, nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Poiché ebbi fame e non mi deste da mangiare, ebbi sete e non mi deste da bere, fui forestiero e non mi accoglieste, ignudo e non mi rivestiste, infermo e in prigione e non mi visitaste'. Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: 'Signore, quando ti abbiamo visto affamato, o assetato, o forestiero, o ignudo, o infermo, o in prigione e non ti abbiamo soccorso?'. Allora egli risponderà loro dicendo: 'in verità vi dico: tutte le volte che non l'avete fatto a uno di questi minimi, non l'avete fatto neppure a me. E questi andranno nelle pene eterne'" (Matteo 25:41-46). Ho ritenuto opportuno citarvi l'intero passaggio della Scrittura, poiché il nostro Salvatore vi attribuisce particolare importanza; eppure viene preso in considerazione così poco spesso, che se dovessimo giudicare dalla pratica della maggior parte dei Cristiani, si sarebbe tentati di pensare che non esistono questi insegnamenti nella Bibbia. Ma procediamo a descrivere il carattere del QUASI CRISTIANO. Consideriamolo rispetto a se stesso: come abbiamo detto, se lo confrontiamo con i suoi vicini appare una persona onesta, ed è sobrio anche rispetto a se stesso; ma sia la sua onestà che la sua sobrietà procedono dallo stesso principio di un falso amor proprio. È vero, egli non corre negli eccessi di ribellione con gli altri uomini; ma non lo fa per ubbidienza alle leggi di Dio, bensì lo fa o perché per carattere non apprezza la smoderatezza, o per timore di perdere la propria reputazione, o di fare cose sconvenienti che possano danneggiare i propri affari materiali. Ma nonostante la sua prudenza nell'evitare la smoderatezza e gli eccessi, per le ragioni appena menzionate, costui si dirige sempre verso gli estremi di ciò che è ammesso. È vero, non è un ubriacone; ma non ha ABNEGAZIONE CRISTIANA. Non ammette il pensiero che il nostro Salvatore sia un Maestro tanto severo da negarci di poter indulgere in alcuni particolari: e per questo è privo di un senso della vera religione allo stesso modo di quelli che vivono nella depravazione o in altri crimini. Nel mettere in pratica i suoi principi egli è guidato più dal mondo che dalla Parola di Dio: da parte sua, non riesce a concepire che la via del paradiso sia poi così stretta; e quindi non segue tanto gli insegnamenti della Scrittura, quanto piuttosto cosa dicono e fanno gli uomini che si dicono giusti, o cosa si adatti maggiormente alle sue inclinazioni corrotte. Per questo, egli non è solo molto cauto verso se stesso, ma lo è anche verso i nuovi convertiti, i cui volti sono rivolti verso il cielo; e, parlando loro da parte del diavolo, cerca di convincerli a risparmiare se stessi, sebbene essi non facciano più di quello che la Scrittura chiede loro di fare. Come conseguenza, "non vi entrano loro, né lasciano entrare quelli che cercano di entrare" (cfr. Matteo 23:13). In questo modo vive il quasi Cristiano: non posso dire di avervelo descritto appieno; ma da questi esempi e descrizioni del suo carattere, se le vostre coscienze non sono addormentate e hanno applicato il discorso ai vostri cuori, temo che alcuni tra voi si riconoscano in alcuni dei tratti descritti, per quanto odiosi; e dunque non posso che sperare che vi unirete all'apostolo nelle parole da lui pronunciate nel verso immediatamente seguente, e preghiate che possiate diventare anche voi non solo in parte, ma Cristiani completi. Passerò ora al secondo argomento proposto, cioè considerare le ragioni per cui così tante persone non sono altro che quasi Cristiani. Un secondo motivo che è causa del fatto che molti non sono altro che quasi Cristiani è una servile paura degli uomini: ci sono state e ci sono moltitudini di persone qui che, risvegliate alla percezione della vita divina, hanno gustato e sentito la potenza del mondo a venire; ma per un peccaminoso timore di essere additati o condannati dagli uomini per questa fede, hanno lasciato svanire quella vita. È vero, hanno della stima per Gesù Cristo; ma, come Nicodemo, vanno a lui solo di notte, nell'ombra: vogliono servirlo, ma in segreto, per timore del giudizio degli uomini: hanno in cuore di vedere Gesù, ma non riescono a raggiungerlo a causa della folla, e per paura di essere derisi, e ridicolizzati da quelle stesse persone con le quali siedono a tavola per mangiare. Ben profetizzò il nostro Salvatore di tali persone, dicendo: Come potete amarmi, voi che prendete gloria gli uni dagli altri? Ahimè! Non hanno mai letto che "l'amicizia del mondo è inimicizia verso Dio?" (Giacomo 4:4) ? E che il nostro Signore stesso ha detto: "Perché chi si vergognerà di me e delle mie parole, in mezzo a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo, con i santi angeli" (Marco 8:38) ? Non c'è da meravigliarsi se così tante persone non sono altro che quasi Cristiani, dato che così tanti hanno preferito "la gloria degli uomini alla gloria di Dio" (Giovanni 12:43). Un terzo motivo per il quale molti sono nient'altro che quasi Cristiani è che nei loro cuori regna l'amore per il denaro. Questo era il caso pietoso di quel giovane di cui leggiamo nel Vangelo, che andò correndo verso il nostro benedetto Signore, e inginocchiatosi davanti a Lui, chiese: "cosa devo fare per ereditare la vita eterna?" (Marco 10:17); al che il nostro benedetto Maestro rispose: "Tu conosci i comandamenti: 'Non commettere adulterio. Non uccidere. Non rubare. Non dire falsa testimonianza. Non frodare. Onora tuo padre e tua madre'" (verso 19). Allora il giovane rispose: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia fanciullezza" (verso 20). Ma quando il nostro Signore gli disse: "Una cosa ti manca; va', vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri", "egli, rattristato da quella parola, se ne andò dolente, perché aveva molti beni" (versi 21-22). Povero giovane! Aveva in cuore di diventare un Cristiano, e di ereditare la vita eterna, ma reputò troppo caro il prezzo per riceverla, trattandosi di donare i suoi beni! E così oggigiorno molti, sia giovani che anziani, vengono correndo per adorare il nostro benedetto Signore in pubblico, e si inginocchiano davanti a Lui in privato, e chiedono al Suo Vangelo cosa devono fare per ereditare la vita eterna: ma quando comprendono che devono rinunciare a godere delle ricchezze, e che devono abbandonare tutte le cose cui sono affezionati, gridano: "Signore perdonami in questa cosa! Ti prego, abbimi per scusato". Il cielo è dunque una sciocchezza tanto piccola agli occhi degli uomini, da non valere più di un po' di terra dorata? La vita eterna è per essi un acquisto troppo costoso, da non meritare la rinuncia temporanea a poche ricchezze transitorie? Evidentemente è così. Ma per quanto tale comportamento sia inconsistente, questo amore smodato per il denaro è chiaramente la comune e fatale causa del fatto che molti siano solo quasi Cristiani. L'amore per i piaceri non è un motivo meno comune o meno fatale per cui molti sono nient'altro che quasi Cristiani. Migliaia, decine di migliaia sono coloro che disprezzano le ricchezze e vorrebbero volontariamente essere dei veri discepoli di Gesù Cristo, se abbandonare i propri averi li rendesse tali; ma quando viene loro ricordato che il nostro benedetto Signore ha detto: "Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso" (Matteo 16:24), essi, come il giovane di cui abbiamo parlato prima, se ne vanno dolenti, perché hanno un amore troppo grande per i piaceri dei sensi. Forse chiameranno dei ministri di Cristo, come Erode fece con Giovanni (cfr. Marco 6:20), e li ascolteranno volentieri: ma toglietegli la loro Erodiade, ditegli che devono lasciare quel piacere o quella passione cui sono così attaccati; e come il malvagio Acab grideranno: "Mi hai trovato, nemico mio?" (1 Re 21:20). Parlategli della necessità della mortificazione e dell'abnegazione, e sarà per loro difficile come se aveste detto loro "tagliati la mano destra, o cavati l'occhio destro". Essi non concepiscono che il nostro benedetto Signore possa chiederci tanto, sebbene un apostolo ispirato ci abbia comandato: "Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra" (cfr. Colossesi 3:5); e quello stesso apostolo, che aveva convertito migliaia di persone, ed era quasi giunto alla fine della corsa, dichiarò quale pratica seguisse quotidianamente: "disciplino il mio corpo e lo riduco in servitù perché, dopo aver predicato agli altri, non sia io stesso riprovato" (1 Corinzi 9:27). Ma alcuni uomini vorrebbero reputarsi più saggi di questo grande apostolo, e illustrarci quella che loro falsamente credono essere la via più facile per raggiungere la gioia. Vorrebbero adularci facendoci credere di poter andare in cielo senza rinunciare ai nostri appetiti sensuali, ed entrare per la porta stretta senza combattere contro le nostre inclinazioni carnali. E questo è un altro motivo per cui così tante persone sono solo quasi, ma non del tutto, Cristiani. Il quinto e ultimo motivo che voglio illustrare, come causa del fatto che molti sono solo quasi Cristiani, è una volubilità e instabilità di temperamento. Ma io tremo nel pronunciarmi sul destino di questi Cristiani instabili che, dopo aver messo mano all'aratro, per mancanza di un po' più di determinazione, guardano indietro a loro vergogna (cfr. Luca 9:62). Come farò a ripetere loro quella terribile sentenza, "se si tira indietro l'anima mia non lo gradisce" (Ebrei 10:38), e ancora, "[quelli] che sono stati una volta illuminati, hanno gustato il dono celeste, sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo, e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire, se cadono, è impossibile riportarli un'altra volta al ravvedimento" (Ebrei 6:4-6). Ma nonostante il Vangelo sia tanto severo verso gli apostati, molti che hanno iniziato bene, per il loro carattere incostante (oh, che nessuno di coloro che sono qui presenti sia così) finiscono nel numero di quelli che si tirano indietro a loro perdizione. E questo è il quinto ed ultimo motivo che elencherò per cui così tanti sono solo quasi, ma non del tutto, Cristiani. Procederemo ora ad esaminare il terzo punto proposto: considereremo cioè la follia di essere solo quasi Cristiani. Le persone possono giocare a fare gli ipocriti, ma Dio nel gran giorno del giudizio li abbatterà con la morte, come fece ad Anania e a Saffira (cfr. Atti 5:1-11) per bocca del Suo servitore Pietro; poiché fingono di offrirgli tutto il loro cuore, ma in realtà gran parte la tengono per sé. Forse possono illudere i loro simili per un tempo; ma Colui che diede ad Ahijah la capacità di gridare "Entra pure, moglie di Geroboamo" (1 Re 14:6), smascherando la donna che, fingendosi un'altra, era venuta a consultarlo per avere notizie su suo figlio che era malato, lo stesso Dio svelerà anche le loro più astute dissimulazioni; e se i loro cuori non appartengono completamente a Lui, essi avranno la stessa sorte degli ipocriti e degli increduli. Ma, come seconda cosa, quello che rende una "mezza devozione" ancora più inescusabile è il fatto che essa non solo è insufficiente alla loro stessa salvezza, ma anche pericolosa per quella degli altri. Un quasi Cristiano è una delle creature più dannose del mondo; è un lupo vestito da agnello; è uno di quei falsi profeti di cui il nostro benedetto Signore ci ha parlato, nel sermone sul monte: uno di quelli che cercano di persuadere le persone che la via per il cielo è più larga di quanto è in realtà; e dunque, come è stato osservato prima, "non vi entrano loro, né lasciano entrare quelli che cercano di entrare" (cfr. Matteo 23:13). Questi, questi sono gli uomini che corrompono il mondo con uno spirito Laodiceano di tiepidezza, che accendono false luci, facendo naufragare le anime ignare che sono in cammino verso la meta. Essi sono per la croce di Cristo dei nemici peggiori degli infedeli: poiché gli increduli sono ben conosciuti; ma un quasi Cristiano, con subdola ipocrisia, attrae molti a sé; e dunque deve aspettarsi di ricevere per questo maggiore dannazione. Come terza cosa, non solo ciò è dannoso per noi e per gli altri, ma è anche il massimo esempio di ingratitudine che possiamo esprimere al nostro Signore e Maestro Gesù Cristo. Poiché Egli è venuto dal cielo e ha sparso il Suo prezioso sangue per acquistare questi nostri cuori; e noi gliene vogliamo dare solo metà? Oh, come possiamo affermare di amarLo, quando i nostri cuori non sono uno con Lui? Come possiamo chiamarlo nostro Salvatore, quando non ci sforziamo sinceramente di essere approvati da Lui, affinché Egli veda il frutto del travaglio dell'anima sua e ne sia soddisfatto (cfr. Isaia 53:11) ? Supponiamo, per esempio, che qualcuno tra noi abbia acquistato un servo per una gran somma di denaro, e che questo servo prima di essere acquistato abbia vissuto nella povertà e nel dolore più estremi, e che sarebbe rimasto in quelle condizioni se non l'avessimo preso in casa nostra; supponiamo anche che, qualche tempo più tardi, questo servo diventasse ribelle, o che si rifiutasse di eseguire più di metà dei suoi doveri; quanto, quanto potremmo rimproverarlo per la sua vile ingratitudine! E questo servo meschino sei tu, o uomo, che ti riconosci redento dall'infinita e inevitabile miseria e punizione eterna grazie alla morte di Gesù Cristo, eppure non dai tutto te stesso a Lui. Ci comporteremo noi con Dio il nostro Creatore in un modo col quale non tratteremo neppure un uomo nostro simile? No, Dio ce ne guardi! Permettetemi, dunque, di aggiungere un paio di parole di esortazione per voi, per incitarvi a non essere solo quasi, ma del tutto Cristiani. Oh, che noi possiamo disprezzare ogni comportamento vile e sleale verso il nostro Re e Salvatore, il nostro Dio e Creatore. Non attraversiamo delle tribolazioni durante la nostra vita per poi gettarci nell'inferno alla fine. Diamo a Dio tutto il nostro cuore, e non restiamo un attimo di più divisi tra due scelte: se il mondo è Dio, serviamolo; se il piacere è Dio, serviamolo; ma se il Signore è Dio, serviamo, oh, serviamo soltanto Lui! Perché, perché dovremmo aspettare ancora? Perché amare la schiavitù, al punto di non rinunciare completamente al mondo, alla carne, e al diavolo, che con tante catene spirituali lega le nostre anime, impedendo loro di arrivare a Dio? Ahimè! Di cosa abbiamo paura? Dio non è forse in grado di ricompensare la nostra completa ubbidienza? Se lo è, perché non Lo serviamo appieno? Per lo stesso motivo per cui facciamo tanto, perché non facciamo di più? O pensate che essere religiosi solo per metà vi renderà felici, ma andando oltre vi ritroverete miserabili e infelici? Oh, questo, miei fratelli e sorelle, è un inganno: perché questa mezza devozione, questo vacillare tra Dio e il mondo, che rendono così tante persone, all'apparenza ben disposte, dei completi estranei alle consolazioni della fede? Essi seguono la religione solo fino al punto in cui essa disturba le loro concupiscenze, e seguono le loro concupiscenze fino al punto di essere da queste private delle consolazioni della religione. Se invece, al contrario, abbandonassero sinceramente ogni cosa a cui sono legati, e dessero i loro cuori interamente a Dio, sperimenterebbero allora (e non prima di allora) l'inesprimibile gioia di avere una mente in armonia con se stessi, e una tale pace con Dio, che sorpassa ogni conoscenza, e alla quale essi erano stati estranei prima di allora. È vero, se dedichiamo tutti noi stessi interamente a Dio, dovremo affrontare il disprezzo degli uomini; ma esso è necessario a guarirci dal nostro orgoglio. Dobbiamo rinunciare alle gioie dei sensi, perché essi ci impediscono di ricevere quelli spirituali, che sono infinitamente migliori. Dobbiamo rinunciare all'amore del mondo; e questo perché possiamo essere riempiti dell'amore di Dio: e quando esso avrà allargato i nostri cuori, noi, come Giacobbe quando servì per amore della sua amata Rachele (cfr. Genesi 29:20), non reputeremo nulla troppo difficile da sopportare, né ci sarà sofferenza troppo dura da attraversare, per l'amore che allora avremo per il nostro caro Redentore. Così facili, così piacevoli saranno le vie di Dio anche in questa vita: ma quando ci libereremo di questi corpi, e le nostre anime saranno ripiene di tutta la pienezza di Dio, oh, quale cuore può concepire, quale lingua può esprimere con quale ineffabile gioia e consolazione guarderemo indietro ai giorni passati di sincero e umile servizio per il Signore. Pensate allora, miei cari che mi ascoltate, che ci pentiremo di aver fatto troppo? O piuttosto non pensate che ci vergogneremo di non aver fatto di più, e arrossiremo per essere stati così restii ad arrenderci completamente a Dio, sapendo che in futuro Lui voleva darci Se stesso per l'eternità? Permettetemi, dunque, di concludere, esortandovi, fratelli e sorelle, ad avere sempre davanti ai vostri occhi l'ineffabile felicità di rallegrarvi in Dio. E ricordate che ogni minima parte di santificazione che trascurate, è un gioiello mancante nella vostra corona, un grado inferiore di benedizione eterna quando saremo davanti a Dio. Oh! Pensate e agite sempre così, e non starete più a cercare di conciliare le cose di Dio con quelle mondo; ma, al contrario, sforzatevi quotidianamente di dare sempre di più voi stessi a Lui; e sarete sempre vigili, sempre in preghiera, sempre aspiranti ai più alti livelli di purezza e di amore, e conseguentemente vi preparerete per una sempre maggiore rivelazione dell'amore di Dio, nella cui presenza c'è gioia completa, e alla cui destra vi è la felicità eterna. Amen! Amen!
5月9日 Ma a tutti coloro che lo hanno ricevut,egli ha dato l'autorita di diventare figli di Dio,a quali cioè che credono nel suo nome.Giovanni cap.1:12I quali non sono nati da sangue,nè da volontà di carne,nè da volontà di uomo ma sono nati da Dio.Giovanni cap.1:13 Il giono seguente ,Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse:Ecco l'Agnello di Dio,che toglie il peccato del mondo!Giovanni cap.1:29 Il giorno seguente,Giovanni era nuovamente là con due dei suoi discepoli.E,fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse:Ecco l'Agnello di Dio Giovanni 1:35,36 Poi gli disse:In vertà, in vertà io vi dico che da ora in poi vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo.Giovanni cap.1:51 Il vento soffia dove vuole e tu ne odi il suono,ma non sai da dove viene nè dove va;così è per chiunque è nato dallo spirito.Giovanni cap.3:8 Dio infatti non ha mandato il propio Figlio nel mondo per condannare il mondo,ma affinchè il mondo sia salvato per mezzo di lui.Givanni cap.3:17 Giovanni rispose e disse:L'uomo non può ricevere nulla,se non gli e dato dal cielo Giovanni cap.3:27 Colui che viene dall'alto è sopra tutti;colui che viene dalla terra è della terra e parla della terra;colui che viene dal cielo è sopra tutti.giovanni 3:31 In fatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio,perchè Dio non gli dà lo Spirito con misura.Giovanni cap.3:34 Ma l'ora viene ,anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità tali sono gli adoratori che il Padre richiede.Dio è Spirito,e quelli che lo adorano devono adoralo in spirito e verità Giovanni cap.4:23,24 Gesu rispose loro disse:In verità ,in verita vi dico che voi mi cercate non perchè avete visto segni ma perchè avete mangiato dei pani e siete stati saziati.Adoperatevi non per il cibo che perisce ,ma per il cibo che dura in vita eterna,che il Figlio dell'uomo vi darà, perchè su di lui il Padre cioè Dio,ha posto il suo sigillo.Giovanni 6:26,27.Ed è quello che succede anche oggi che quando un'uomo si trova nelle prove,quando si attraversano momenti difficili si rivolta contro Dio si comincià a dubitare della parola di Dio si comincia a disprezzare il prossimo mentre la parola di Dio dice: se tardo tu aspettami, e ancora dice resistete al diavolo ed egli fuggira da voi, dicendo ama il tuo prossimo come te stesso e non trascurate l'ospitalità perchè senza saperlo ospiterete un angelo di Dio.La parola di Dio dice che c'erano i tempi del faraone che tenevano il popolo di Dio sotto pressione più li tenevano sotto pressione più Dio li moltiplicava ed è quello che succede anche oggi che i figli di Dio vengono disprezzati,offesi vengono messi sotto pressione di ogni genere più vengono maltrattati più Dio li moltiplica quindi non temete quando vi avvengono queste cose Dio vuoe moltiplicare il suo popolo meglio affidarsi nelle mani di Dio che affidarsi nelle mani degli uomini. ancora la parola di Dio dice che quando si comincia a dubbitare della parola è si comincia ad ubriacarsi ho accomettere ogni sorte di male Dio verrà mentre che non se l'aspetta per reciderlo cioè per tagliarlo che Dio abbia pietà del suo popolo.Ancola la parola dice vinci il male facendo il bene Dio vi benedica 5月8日 L'Unione fa la forza L' Unione fa la forza
In un certo luogo di montagna c'erano tre buoi che pascolavano erba tranquillamente, e a distanza v'era un lupo affamato. Il lupo non sapendo come attaccarli perchè i buoi erano in tre chiamò in disparte due di loro e astutamente gli disse:" l'erba sta scarseggiando, isolate quel bue così io lo mangerò, così per voi rimarrà più erba da mangiare! Stoltamente per ingordigia quei buoi isolarono quel bue così quel lupo affamato si avventò contro di lui e lo divorò. Dopo qualche giorno il solito lupo ebbe fame e non potendo attaccare i due buoi rimasti perchè erano più forti di lui ne chiamò uno in disparte e gli disse:" l'erba da mangiare è sempre di meno, isolami quel bue così lo mangerò e tutta l'erba rimasta sarà solo per te! Stoltamente quel bue acconsentì di isolarlo così il lupo affamato si avventò contro di lui e lo divorò senza pietà. Dopo qualche giorno il solito lupo ebbe fame e senza fare preamboli si ritrovò da solo con l'unico bue rimasto e lo divorò in un sol boccone! MORALE DELLA FAVOLA: L'UNIONE FA LA FORZA. Spiritualmente parlando possiamo paragonare il lupo al diavolo, i buoi ai cristiani che spesso per avarizia o convenienza accettano il compromesso del diavolo in fin dei conti per fare un dispetto a loro stessi. Gesu' disse: Io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore. Ma il mercenario, che non è pastore e a cui non appartengono le pecore, vede arrivare il lupo, abbandona le pecore e fugge; e il lupo rapisce e disperde le pecore. Ora il mercenario fugge, perchè è mercenario e non si cura delle pecore. Io sono il buon pastore, e conosco le mie pecore e le mie conoscono me.(Giov.10:11-14).
4月25日 Come dimentichiamo presto le Grandi liberazioniCome dimentichiamo presto le grandi liberazioni di Dio nelle nostre vite. Quanto facilmente diamo per scontato i miracoli che ha fatto per noi in passato. Eppure la Bibbia ci dice più e più volte: “Ricordate le vostre liberazioni”. Siamo proprio uguali ai discepoli. Loro non capirono i miracoli di Cristo quando Egli sfamò miracolosamente migliaia di persone semplicemente con pochi pani e pesci. Gesù compì questo miracolo due volte, sfamando 5000 persone la prima volta ed una folla di 4000 persone la volta successiva. Eppure, solo pochi giorni dopo, i discepoli avevano cancellato questi eventi dalla loro memoria. Accadde quando Gesù li avvertì del lievito dei Farisei. I discepoli pensarono che avesse detto queste cose perché avevano dimenticato di portare il pane per il viaggio. Ma Cristo rispose loro: “Non avete ancora capito e non vi ricordate dei cinque pani per i cinquemila uomini, e quante ceste ne avete raccolto? E dei sette pani per i quattromila uomini, e quanti panieri ne avete riempito?” ( Matteo 16:9-10). Secondo Marco, Cristo rimase sconvolto vedendo quanto velocemente i suoi discepoli avessero dimenticato le sue incredibili opere. «Non capite ancora e non intendete? Avete il vostro cuore ancora indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate? Quando spezzai i cinque pani per i cinquemila, quante ceste piene di pezzi avete raccolto?» (Marco 8:17-19). Cosa ci dicono questi passi? È chiaro che nessuno dei discepoli si era fermato a considerare cosa stava accadendo mentre era in corso la moltiplicazione miracolosa. Cercate di immaginarvi questi uomini che camminano fra la folla portando i cesti, distribuendo i pani ed i pesci che si moltiplicavano miracolosamente davanti ai loro occhi. Pensate che quei discepoli si siano inginocchiati, gridando: “Com’è possibile? È semplicemente incredibile. È completamente fuori dalla comprensione umana. O Gesù, tu sei veramente il Signore”. Io immagino che abbiano insistito le persone che servivano, dicendo: “Ecco, mangiate del cibo miracoloso, sceso in gloria. Gesù ve l’ha provveduto. Ecco il nostro Dio, adoriamolo!”. I discepoli videro queste opera miracolose con i loro occhi. Eppure, non si sa come, non registrarono l’importanza di quei miracoli. Ed ora, solo qualche momento dopo, sono pieni di dubbi e di domande sul fatto di “non aver del pane”. Gesù dovette dire loro: “Quanto presto vi siete dimenticati dei miracoli che Dio ha operato per voi. Non avete compreso le vostre liberazioni”. Ma io mi chiedo pure: perché quelle folle, che erano state sfamate in modo miracoloso, non adorarono Gesù? Perché non lodarono Dio a voce alta e a braccia alzate? Evidentemente, neanche loro avevano capito il miracolo. Ed è per la stessa ragione che tu ed io dimentichiamo subito i miracoli di Dio nella nostra vita. Le liberazioni di ieri vengono spazzate via dal pensiero delle crisi di oggi. Dalla Genesi all’Apocalisse la Bibbia ci grida letteralmente: In entrambi i Testamenti, leggiamo: “Ricordate il braccio potente del Signore, che ha operato miracoli per voi. Ricordate le liberazioni del passato”. Consideriamo l’esortazione di Mosè per Israele, dopo il miracolo del Mar Rosso: «Ricordatevi di questo giorno, ne quale siete usciti dall'Egitto, dalla casa di schiavitù; poiché l'Eterno vi ha fatto uscire da questo luogo con mano potente; non si mangerà pane lievitato… Quando in avvenire tuo figlio ti interrogherà dicendo: "Che significa questo?", gli risponderai: "L'Eterno ci fece uscire dall'Egitto, dalla casa di schiavitù, con mano potente… Ciò sarà come un segno sulla tua mano e come un frontale fra i tuoi occhi, poiché l'Eterno ci ha fatto uscire dall'Egitto con mano potente» (Esodo 13:3, 14, 16). I Farisei interpretarono quest’ultimo versetto all’estremo. Fecero delle filatterie, ovvero delle minuscole scatole contenenti le leggi scritte, che si annodarono alle braccia e alla fronte. Ma Mosè qui stava descrivendo una metafora, un ministero spirituale. Era un comando affinché ogni israelita stampasse indelebilmente nella sua mente tutte le meravigliose liberazioni che aveva visto. Il Signore stava dicendo loro, in effetti: “Custodisci queste memorie, e tienile vicine a te. Fa che siano sempre fresche nella tua mente. Ogni volta che affronterai una crisi, ogni qualvolta ti troverai di fronte ad un gigante, ogni qualvolta un nemico sorgerà contro di te, dovrai ricordare tutti i miracoli che ho compiuto per te. Non dimenticare le liberazioni che hai sperimentato. Tieni un diario mentale di ciascuna di esse, e ricordane ogni dettaglio. Poi assicurati di raccontarle anche ai tuoi figli. Continua a parlare dei tuoi miracoli, di generazione in generazione. Ciò edificherà la tua fede, e la fede di ogni generazione avvenire”. Nessuno vide miracoli di liberazione più grandi della generazione di Mosè. Tutto ebbe inizio con le dieci tremende piaghe che caddero sull’Egitto. Sciami di locuste, invasioni di rane, fiumi che diventavano sanguinanti, tenebre così fitte da essere tangibili – queste cose portarono tutte caos e confusione sugli egiziani. Ma nel frattempo il popolo d’Israele era al sicuro nel suo accampamento, protetto da ciascuna di esse. Quegli stessi israeliti videro una nuvola di gloria davanti a loro, che li nascondeva dall’esercito del Faraone che stava avvicinandosi. La notte videro il cielo illuminarsi con una colonna di fuoco, che li riscaldava durante le freddi notti del deserto. E videro un intero mare aprirsi davanti a loro, a forma di muro su entrambi i lati. Camminarono attraverso quelle mura di acqua, ma a piedi asciutti. Ed il giorno seguente, Israele vide l’esercito del Faraone che veniva distrutto in maniera soprannaturale, perché quelle stesse mura d’acqua si erano abbattute sui loro persecutori, spazzandoli via. Quali grandi liberazioni Israele aveva sperimentato! Eppure non ne capirono neanche una. Infatti, le dimenticarono presto. Come lo sappiamo? È scritto: “I nostri padri in Egitto non compresero le tue meraviglie, non si ricordarono del gran numero dei tuoi benefici e si ribellarono presso il mare, il Mar Rosso” (Salmo 106:7). Come provocò Dio al Mar Rosso? Solo tre giorni dopo quella miracolosa liberazione, accusarono Dio di averli condotti nel deserto per farli morire di sete. “Sì, essi tentarono DIO più volte e tornarono a provocare il Santo d'Israele. Non si ricordarono più della sua potenza né del giorno in cui li aveva liberati dal nemico, quando egli aveva compiuto i suoi prodigi in Egitto e i suoi miracoli nella campagna di Tsoan; aveva mutato i fiumi e i corsi d'acqua degli Egiziani in sangue, perché non vi potessero bere” (78:41-44). “Ben presto però dimenticarono le sue opere e non aspettarono fiduciosi l'adempimento del suo disegno… Dimenticarono DIO, loro Salvatore, che aveva fatto cose grandi in Egitto, prodigi nel paese di Cam, cose tremende al Mar Rosso” (106:13, 21-22). Accadde proprio la cosa di cui Mosè aveva avvertito Israele. Aveva detto loro: “Solo bada bene a te stesso e veglia diligentemente sull'anima tua, per non dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto, e perché non si allontanino dal tuo cuore per tutti i giorni della tu vita. Ma insegnali ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli” (Deuteronomio 4:9). Oggi vedo accadere la stessa cosa nella chiesa di Gesù Cristo. La Parola di Dio ci comanda di “indossare le nostre liberazioni”. Dovremmo metterle ogni mattina, proprio come indossiamo i vestiti. E dovremmo tenerle a portata di mano, per averle sempre davanti agli occhi. Ma io ti chiedo: quanti miracoli del passato stai indossando? Quanto vividamente tieni in mente i miracoli che Dio ha compiuto per te? Li tieni a portata di mano, in modo da averli a disposizione notte e giorno, per testimoniare di ogni loro glorioso dettaglio? Quando lo Spirito Santo mi fece questa domanda, rimasi sconvolto. Riuscivo a ricordare solo qualche miracolo nei dettagli. Ne avevo dimenticati così tanti. E tanti altri li avevo dati per scontato. Peggio ancora, non me ne ero ricordato nei momenti più importanti: quando mi trovavo di fronte ad altre crisi. Il ricordo delle mie liberazioni avrebbe potuto nutrire la mia fede durante quelle prove. Ci viene comandato di raccontare ai nostri figli e ai nostri nipoti le grandi cose che Dio ha fatto per noi. Avrei potuto persino scrivere un diario delle mie liberazioni. Perciò, come mai questo comandamento di ricordare è così importante? 1. Dobbiamo ricordare le liberazioni passate Dio ci dice di ricordare per il nostro bene. Il ricordo delle nostre liberazioni passate aiuta a far crescere la nostra fede per quello che stiamo attraversando oggi. Stai affrontando una crisi? Hai un gigante minaccioso, cioè un problema, in famiglia, al lavoro o in casa? L’unico modo per affrontare un gigante è fare come fece Davide: ricordare il leone e l’orso. Così Davide poté andare contro Golia senza paura: ricordando la fedeltà di Dio nei suoi confronti nei problemi passati. Permettetemi di spiegarmi. Quando Davide si offrì volontariamente di combattere Golia, “Saul disse a Davide: Tu non puoi andare contro questo Filisteo per combattere con lui… Ma Davide disse a Saul: «Il tuo servo pascolava il gregge di suo padre quando un leone o un orso veniva a portar via una pecora dal gregge, io lo inseguivo, lo colpivo e la strappavo dalle sue fauci; se poi quello si rivoltava contro di me, io l'afferravo per la criniera, lo colpivo e l'ammazzavo. Si, il tuo servo ha ucciso il leone e l'orso; e questo incirconciso Filisteo sarà come uno di loro, perché ha insultato le schiere del DIO vivente» (1 Samuele 17:33-36). Presumibilmente, Davide testimoniò a Saul: “Ricordo la grandezza dell’orso che mi venne incontro. Mi avvolsi le mani in uno straccio, glielo misi in bocca e gli strappai la mascella. Poi presi la carcassa dell’orso e lo scuoiai. Ho dato la pelle a mio padre, in testimonianza della potenza di Dio nel liberarmi”. Davide conosceva il pericolo che stava affrontando contro Golia. Non era una sorta di ragazzo strambo e rissoso, che voleva fare una bravata e stava cercando guai. No, Davide stava semplicemente ricordando le sue liberazioni passate. Ed ora guardava il suo nemico dritto negli occhi e poteva dire: “Il Signore che mi libera dalla zampa del leone, e dalla zampa dell’orso, mi libererà anche dalla mano di questo Filisteo” (17:37). Molte persone del popolo di Dio oggi affrontano giganti da tutte le parti. Ma molti tremano di paura. Sei forse anche tu così? Hai dimenticato quella volta che eri così malato da essere prossimo alla morte, ma il Signore ti ha sollevato? Ti ricordi quel disastro finanziario, quando hai pensato: “Ecco, sono finito”, eppure il Signore ti ha visto e ti ha protetto fino ad oggi? Considera queste storie toccanti di persone che hanno scritto al nostro ministero: • Un’anziana coppia è afflitta per le orribili azioni del loro figlio ministro. Il giovane pastore ha lasciato sua moglie e i loro due figli ed ha abbandonato il suo ministero per perseguire uno stile di vita omosessuale. I suoi genitori sono devastati, specialmente se pensano agli effetti che tutto ciò avrà sui loro nipoti. • Un pastore e sua moglie sono addolorati per la figlia per la quale avevano pregato mentre era in fin di vita. Dopo la guarigione, la ragazza aveva iniziato a far uso di droga ed aveva finito per sposare un uomo che alla fine l’aveva quasi uccisa. L’uomo adesso è in prigione, e la ragazza è a pezzi, sull’orlo del suicidio. Ora i suoi genitori rimpiangono la sua guarigione, pensando che sarebbe stato meglio che lei non fosse stata guarita. • Una giovane madre con tre figli siede da sola nella sua casa in affitto. Suo marito è morto da poco, lasciandola senza assicurazione e senza mezzi di sostentamento. Adesso lei è sola e senza un centesimo. • Un uomo d’affari dell’Oklahoma è in causa con il socio, un uomo che si definiva un cristiano. Il socio sta cercando di rubare la ditta che quest’uomo aveva iniziato. L’uomo d’affari vuole solo ragionare con il socio, ma questi si rifiuta di parlargli. Ora la corte è dalla parte del socio, anche se quest’uomo d’affari si è comportato bene con lui. • Un uomo di 55 anni di Pittsburgh è stato licenziato dal lavoro, che gli rendeva bene. Ora è afflitto da un pensiero costante: “Chi vorrà mai dare un posto di lavoro ad un 55enne?”. Ha debiti e inoltre stava aiutando finanziariamente i suoi figli. Ora è nel panico, e ogni giorno esce di casa e va a zonzo, vergognandosi di rimanere a casa senza fare niente. Questi sono solo alcuni dei giganti che i credenti stanno affrontando. Molti altri credenti ci scrivono raccontandoci prove esacerbanti e dicendo: “Io non capisco”. Sono tutti credenti fedeli che confidano nella Parola di Dio e camminano nel Suo Spirito. La verità è che ci sono tante cose che non comprendiamo, e semplicemente non le capiremo finché non saremo con Gesù. Ma credo assolutamente che Dio possa guarire, e che ha una via d’uscita in ogni situazione. La domanda per noi è questa: dove troviamo la fede, il coraggio di resistere ed avere la vittoria in Lui? Soltanto ricordando il leone e l’orso. Avrai quel coraggio quando sarai in grado di riportare alla memoria l’incredibile fedeltà di Dio, e tutte le vittorie passate che Lui ti ha dato. Vedi, non puoi affrontare un gigante finché non sarai in grado di avere la visione e comprendere la maestà e la gloria di Dio nella tua vita. Per far ciò, ti esorto a ritornare al principio, al momento in cui hai iniziato con il Signore. Ti ricordi com’eri prima che Gesù ti salvasse? Sai veramente quanto eri vicino all’inferno, forse prossimo al suicidio o posseduto dal diavolo? Ricordi il miracolo, il cambiamento che ha avuto luogo, la liberazione che ti ha tratto fuori dalla fossa in cui ti trovavi? Ricordi come sei stato liberato dalle tentazioni, dalle trappole che il diavolo ti aveva posto davanti? Sei mai arrivato al punto di voler mollare tutto? Sei mai arrivato al punto di lasciare tutto da parte? Sei mai stato così scoraggiato, così afflitto, da pensare che era inutile proseguire con il Signore? Ricorda: lo Spirito di Dio è venuto su di te. Ti sei pentito, ed Egli ti ha attirato di nuovo a Lui. Il Signore ti ha liberato dalla trappola del diavolo, in quell’occasione e in molte altre. Chiediti: a quante tue preghiere disperate il Signore ha risposto? Voglio mostrarti come il tuo gigante può diventare una formica. Se ti è possibile, mettiti in macchina e recati in una fattoria di notte. Spegni il motore, esci dalla macchina e guarda la luna e i milioni di stelle. Poi ricorda il tuo Creatore Dio e tutta l’opera delle sue mani. Una volta l’astronauta Charlie Duke parlò al nostro gruppo degli scapoli nella nostra chiesa di Times Square. Raccontò cosa si provava nel trovarsi in una minuscola capsula spaziale a 14mila chilometri dalla terra, correndo verso la luna. Mentre l’equipaggio spegneva i motori, qualcuno esclamò: “Guardate che spettacolo incredibile!”. Era la terra, che penzolava miracolosamente nello spazio oscuro. Era lì, una palla enorme e luminosa, sospesa nel niente. Tutto l’equipaggio fu sopraffatto dalla veduta. In quel momento seppero che soltanto un incredibile Dio Creatore aveva potuto fare una cosa del genere. In effetti, fu questo lo stesso piano che Dio usò per portare Giobbe fuori dalla sua prova. Il Signore fece sì che quell’uomo sofferente fissasse gli occhi sulle fondamenta della terra, e gli chiese: “A cosa è appesa la terra, Giobbe? Cosa la tiene nello spazio?”. Dio andò oltre, chiedendo: “Chi ha legato il mare nei suoi confini? Chi dice al potente oceano: Vieni fin qui e non andare oltre? Cosa impedisce alle onde di sconfinare sulla terra? Perché non ti rialzi da queste acque profonde, Giobbe? E dov’è la sorgente da cui scorre questo mare?”. “Chi ha diviso la luce dalle tenebre? Chi ha diviso e spartito i venti? Come nasce la pioggia? Può l’uomo produrre i lampi, i tuoni e le nuvole? Chi pensi abbia messo in atto queste forze della natura, Giobbe? Chi ha fatto diventare selvatica la natura delle bestie?”. Dio fece fare a Giobbe letteralmente un “corso di potenza”, rivelando la sua creazione passata. In tutto ciò, Giobbe si sentì dire: “Ti sei dimenticato chi sono. Mi accusi di negligenza. Dubiti che mi preoccupo di te e che non ho la forza di liberarti. Ma ti ho mostrato quanto mi curo di tutta la mia creazione vasta” (vedi Giobbe 38-40). Il Signore si spinse oltre, finché alla fine Giobbe fu sopraffatto. Ora Giobbe guardava il suo problema e poteva dire: “Sono stato un folle. Avevo gli occhi puntati sul luogo sbagliato: sul mio dolore, invece che su te. Oh Signore, ho dimenticato tutte queste cose di te. So che tu puoi fare tutto. E so che nessuno può nascondersi da te” ( vedi 42:2-3). 2. Dobbiamo ricordare le nostre liberazioni passate La paura non può diventare una fortezza nel cuore di colui i cui occhi sono pieni della visione della grandezza e della maestà di Dio. Nehemia comprese bene questo principio. Camminò avanti e dietro sulle mura di Gerusalemme mentre un residuo stanco ed oppresso cercava di ricostruire la città. Gli israeliti erano circondati da fieri avversari, una coalizione di tre nazioni guidata da Sanballat e dall’empio Tobia. La paura stava per mietere vittime. Le mura della città non erano state completate, e c’erano macerie ovunque. I lavoratori stanchi furono costretti a lavorare con il martello in una mano ed una spada nell’altra. Quale fu la risposta alle loro paure? Come poterono andare avanti senza venire meno? Nehemia riportò alla loro memoria quanto fosse grande e meraviglioso il loro Dio. “Mi levai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: «Non abbiate paura di loro! Ricordatevi del Signore grande e tremendo e combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e figlie, per le vostre mogli e per le vostre case!»” (Nehemia 4:14). Caro fratello, hai paura della tua situazione? Sei oppresso dal tuo problema, che sta minando la tua fiducia nel Signore? Se sì, ricorda quanto grande e tremendo è il tuo Dio. Fu proprio così che Mosè affrontò la paura nella sua congregazione. Egli disse ad Israele: “In cuor tuo potresti dire: "Queste nazioni sono più numerose di me; come riuscirò io a scacciarle?". Non temerle, ma ricordati di ciò che l'Eterno, il tuo DIO, fece al Faraone e a tutti gli Egiziani. Non spaventarti di loro, perché l'Eterno, il tuo DIO, è in mezzo a te, un Dio grande e terribile” (Deuteronomio 7:17-18, 21). Mosè stava dicendo: “Affronterete molti grandi nemici che saranno molto più potenti di voi. Vi meraviglierete di come otterrete vittoria contro di loro. Dovrete soltanto ricordare quanto è grande e potente il vostro Dio. Ricordate ciò che fece ai vostri nemici nel passato, e di come vi abbia fedelmente liberato”. Dobbiamo ricordare quanto è grande il nostro Dio – di cosa ha fatto in passato per liberare tutti coloro che hanno confidato in Lui – e reclamare quella potenza tremenda nella nostra attuale prova. Mosè esortò Israele: “Egli ha fatto tutto questo per voi, e voi dovete appropriarvi della sua potenza”. “Egli è la tua lode, egli è il tuo DIO, che ha fatto per te queste cose grandi e tremende che i tuoi occhi hanno visto” (Deuteronomio 10:21). Davide chiese: “E chi è come il tuo popolo, come Israele, l'unica nazione sulla terra che DIO è venuto a riscattare per sé come suo popolo per farsi un nome, e per compiere per te cose grandi e tremende per la tua terra davanti al tuo popolo che hai riscattato per te dall'Egitto, dalle nazioni dei loro dèi?” (2 Samuele 7:23). Dio ti dice: “Io sono il Signore, non cambio” (Malachia 3:6). Ed oggi Egli sta ancora cercando di mostrare la Sua grandezza verso tutti coloro che credono e si appropriano della Sua potenza. “L'Eterno infatti con i suoi occhi scorre avanti e indietro per tutta la terra per mostrare la sua forza verso quelli che hanno il cuore integro verso di lui” (2 Cronache 16:9). Le ultime parole di Mosè al popolo di Dio furono: “Siate forti e coraggiosi, non abbiate paura, non spaventatevi di loro, perché l'Eterno il tuo DIO, è lui stesso che cammina con te; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà” (Deuteronomio 31:6). Infine, sentiamo le parole dell’apostolo Paolo. Egli pregò che gli occhi di ogni credenti fossero aperti per vedere la grandezza della potenza di Dio nei nostri confronti: “Affinché il Dio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia lo Spirito di sapienza e di rivelazione, nella conoscenza di lui, e illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi, e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo secondo l'efficacia della forza della sua potenza” (Efesini 1:17-19). Di tutte le cose importanti che mi ricordo, la più grande è il ricordo che condividiamo ogni settimana alla mensa della Comunione. Ricordiamo la morte del Signore, il miracolo più incredibile di tutti. Il nostro Signore Gesù Cristo ha conquistato la morte, ed ora vive vittorioso sopra ogni prova che affronti. Non solo: Egli è con te in ogni tua prova. Io ti esorto: sposta gli occhi dal tuo dolore, e ricorda le opere miracolose che ha compiuto per te. Allora avrai la visione della maestà e della gloria di Dio che è la nostra liberazione
4月24日 se sei un Cristano e cerchi Dio con tutto il cuoreSe sei un cristiano che cerca Dio con tutto il cuore, sei un bersaglio. Questo messaggio è per i credenti che stanno subendo un periodo di prove dure. Sto parlando a quelli che stanno sopportando profonde prove e sono distrutti mentalmente, fisicamente e spiritualmente. Viviamo un periodo di grande stress, quando le prove ci cadono addosso improvvisamente e ci lasciano sopraffatti, appesantiti e confusi. Ringrazio Dio per ogni cristiano che in questo momento sta godendo un periodo buono. La tua vita non è sotto stress, e non devi subire prove dure o un dolore profondo. Sono grato al Signore perché provvede dei momenti così nelle vite dei suoi figli. Ma sappiamo dalla Scrittura che le tempeste e le grandi prove si abbattono su tutti coloro che hanno dato tutto a Cristo: “Molte sono le afflizioni del giusto” (Salmo 34:19). Inoltre, se sei affamato del Signore – se sei determinato a cercarlo con tutto il cuore, deciso a concentrare la tua mente e la tua anima per ubbidire alla sua Parola – sarai continuamente il bersaglio dell’invidia del diavolo. Per secoli, grandi cristiani hanno cercato di dimostrare le cause e i motivi per cui il giusto soffre. La mia biblioteca personale è piena di libri del genere. Eppure le risposte sembrano elusive. Ogni qualvolta subisco una prova profonda, trovo difficile applicare le verità che ho imparato al mio cuore angosciato. Al contrario, mi ritrovo a pregare: “Signore, devo attingere alla tua Parola per il mio bisogno attuale”. Molti di quelli che sopportano lunghe prove, si chiedono spesso: “Signore, forse in qualche modo ti ho contristato? C’è qualcosa nella mia vita che ti impedisce di ascoltare il mio grido? Sono stato fedele alla tua Parola. Allora perché questa prova non finisce mai? La Bibbia dice che non mi permetti di soffrire più di quanto possa sopportare. Allora perché sono arrivato a questo punto di rottura?”. Sono convinto che la battaglia spirituale più difficile avviene nella mente dei credenti. Molti cristiani sopportano angosce mentali tremende, pensieri torturanti ed oppressivi, contrari a Cristo e orribili. Non riescono a scrollarsi di dosso i ricordi depressivi dei fallimenti del passato. E finiscono per non sentirsi degni di stare in comunione con gli altri o di meritare le benedizioni di Dio. Non so perché noi credenti soffriamo così tanto, ma una cosa so con certezza. Quando decidi di cercare il Signore, Viene il momento nella vita di ogni credente in cui si trova di fronte ad una scelta: o rimane tiepido nella sua fede oppure attraversa il confine e decide di seguire Gesù con tutto il suo cuore. Ogni qualvolta decidiamo di afferrare appieno Cristo, stimoliamo le budella dell’inferno. E Satana manda le sue orde demoniache a rilasciare l’ira dell’inferno nelle nostre vite. Un’inchiesta condotta dalla Barna rivela che il 70 percento delle persone che affermano di essere nate di nuovo non considerano il proprio cammino con Dio come la cosa più importante nella loro vita. Questa è una tragedia assoluta. Eppure ci dice come mai Satana è così arrabbiato con la piccola minoranza che si apparta per servire Gesù. Il diavolo riconosce qualcosa in ogni cristiano devoto – qualcosa che è assolutamente distruttivo per il suo regno. Avviene quando un figlio di Dio decide di confidare nel Signore in ogni cosa, avvicinandosi a Lui nonostante tutte le sofferenze e le difficoltà. Satana si rende conto che un cristiano del genere vincerà altri a Gesù, sia con la preghiera che affrontando grandi sofferenze con la fede intatta. Quando Satana vede questo genere di fede, sa che le fondamenta dell’inferno stanno per essere scosse. Perciò comanda ai suoi principati di abbandonare i loro posti abituali vicino ai cristiani freddi, indifferenti, amanti del piacere. E li spinge a cercare ogni cristiano zelante le cui azioni mostrano sta si sta movendo nella pienezza di Cristo. Considerate l’apostolo Paolo. Quando questo zelante persecutore della chiesa ricevette una rivelazione di Cristo, decise con tutto il cuore di digiunare e pregare – e immediatamente divenne un primo bersaglio dell’ira di Satana. Il diavolo non temeva soltanto quello che avrebbe prodotto la conversione di Paolo sulla terra. Era estremamente geloso della rivelazione di Paolo del paradiso. Vedete, la Scrittura ci dice che Lucifero era stato scacciato dal cielo, dalla gloria della presenza di Dio. E da allora, il diavolo non sopporta il pensiero che qualcuno “minore” di lui possa gustare il paradiso. È completamente invidioso di chiunque viene benedetto nel contemplare ciò che lui ha perduto per l’eternità. Paolo scrive: “E perché io non avessi a insuperbire per l'eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca” (2 Corinzi 12:7). Ora, Dio non infliggerebbe una potenza demoniaca a nessuno dei suoi servi. Benché Giobbe fosse stato schiaffeggiato da Satana, il Signore aveva messo dei limiti alla potenza del nemico che lo aveva afflitto. Satana può attaccarci, ma non può distruggere neanche una vita. Secondo Paolo, questa spina infernale fu permessa da Dio nella sua vita per tenere a bada l’orgoglio del suo cuore. Il diavolo aveva assegnato a questo messaggero il compito di affliggere la carne di Paolo, provocandogli dolore fisico e mentale. E Satana istruì il demone di essere inesorabile nel suo attacco: “Schiaffeggia ripetutamente Paolo. Colpiscilo giorno dopo giorno, non lasciarlo andare”. Ma l’invidia aveva accecato gli occhi di Satana su Paolo. Ciò che il diavolo cercava di fare per abbatterlo – un bombardamento di attacchi fisici e mentali – Dio lo trasformò nel bene di Paolo. Sicuramente le potenze delle tenebre avevano accompagnato Saulo mentre camminava lungo la strada per Damasco. Dopo tutto, era un servo eccellente di Satana: un leader religioso zelante, timorato di Dio, che compiva letteralmente l’opera del diavolo. Saulo stava per catturare dei cristiani, li avrebbe riportati a Gerusalemme dove li avrebbe imprigionati e torturati. Ma quando Saulo fu colpito sul cavallo e ricevette una visione di Cristo, cadde immediatamente faccia a terra, gridando: “Signore Gesù, mostrami cosa devo fare”. Non volle mangiare né dormire per tre giorni, concentrarsi completamente sul Signore. Cosa pensi sia avvenuto nell’inferno in quel momento? L’intero regno del diavolo insorse. Immagino che Satana abbia indetto una riunione d’emergenza, dove nominò un messaggero speciale con un compito a vita: concentrare ogni arma dell’inferno contro Saulo. Satana istruì il suo messaggero: “Perseguita quest’uomo con tutta la tua forza. Hai a tua disposizione l’intero arsenale dell’inferno. La tua unica missione è distruggere la fede di Saulo”. Posso immaginare i tormenti che questo demone inflisse a Paolo: bombardamenti di menzogne, ricordi dei cristiani che aveva torturato, ricordi di ogni cosa passata che aveva fatto contro il nome di Cristo. Satana fa lo stesso con ogni credente zelante odierno. Manda i suoi principati malvagi ad attaccare le nostre vite e a sussurrarci menzogne con un’unica intenzione: distruggere la nostra fede. Questi attacchi erano il risultato di Satana Questa è l’unica ragione per cui il diavolo cerca continuamente di abbattere i santi di Dio. Li vuole privare del loro riposo, della loro intimità, della loro speranza del paradiso con il Signore – in breve, tutte le cose che lui ha perduto quando è stato scacciato dal cielo. Ripensate al vostro cammino con Dio. Forse ad un certo punto siete stati tiepidi, e avete desiderato più di Dio, avete bramato che vi usasse. Perciò avete preso la decisione di attraversare una linea di devozione totale a Gesù. Improvvisamente siete stati attratti alla preghiera come non mai, e le preoccupazioni di Dio sono diventate le vostre. Avete chiesto a Gesù di ravvivare il vostro cuore, di riversare il suo Spirito su di voi, di rendervi intercessori e di darvi i suoi pesi. Vi dico che è stato questo il momento in cui siete diventati il bersaglio dell’ira di Satana. Forse dirai: “Ma quel periodo non è durato a lungo. Non ho più quel genere di zelo. La maggior parte dei giorni vivo sotto una nuvola di disperazione”. Non importa. Anche in questo momento la tua fede può vacillare, quasi per crollare. Ma Satana conosce questa verità: c’è ancora un po’ di carbone che arde sotto la cenere dei tuoi problemi. E finché ci sarà questa brace, potrebbe incendiarsi in qualsiasi momento. Per questo Satana non ti lascerà andare. Per questo sei schiaffeggiato. Lui è determinato a non permettere allo Spirito Santo di riaccendere la fiammella in te. Per questo momento, Paolo ci avverte di non ignorare le macchinazioni del diavolo: “Affinché non siamo raggirati da Satana; infatti non ignoriamo le sue macchinazioni” (2 Corinzi 2:11). Se ignoriamo le tattiche del nemico, possiamo permettergli di prendere vantaggio su di noi. Alcuni cristiani credono che non si dovrebbe neanche menzionare il nome di Satana, per non glorificarlo. Ma la Bibbia dice chiaramente che se apprendiamo le tattiche del nemico, non abbiamo più motivo di temerlo. Infatti, ci viene detto che in questi ultimi giorni, Satana è venuto sulla terra con grande ira, perciò faremmo meglio a conoscere le sue strategie. Paolo scrive: “Non c'è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere” (11:14-15). L’avvertimento di Paolo qui è cristallino. Satana usa le persone empie come messaggere della sua ira e della sua invidia. E, secondo l’apostolo, queste persone si sono infiltrate nella chiesa. Avete mai incontrato persone del genere? Siete mai state bersaglio della loro ira, mentre pronunciavano parole che vi tagliavano nell’anima, parole che provenivano direttamente dalle labbra del diavolo? Sei un bersaglio della loro critica perché la tua fede e il tuo zelo sono una censura al loro stile di vita che ama il piacere. In breve, le loro parole sono l’invidia di Satana che imperversa contro di te. Ma la luce dell’evangelo mette in risalto ogni opera delle tenebre, illuminando il popolo di Dio sulle macchinazioni del nemico. Il pio Re Davide scrive di una volta in cui la sua anima era abbattuta. “Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora… Dirò a Dio, mio difensore: "Perché mi hai dimenticato? Perché devo andare vestito a lutto per l'oppressione del nemico?"” (Salmo 42:5,9). Quando Davide scrisse questo salmo, il suo stato spirituale non era né freddo né tiepido. Infatti, dice che la sua anima anelava ed era assetata di Dio (vedi 42:1-2). Eppure fu durante questo tempo che Satana mandò i suoi messaggeri a perseguitare e attaccare Davide. E gettarono in faccia di quest’uomo pio le loro accuse: “Davide, dov’è il tuo Dio?”. Questo ruppe il cuore di Davide, facendolo gridare: “Le mie lacrime sono il mio cibo notte e giorno, mentre mi dicono continuamente: ‘Dov’è il tuo Dio?’”. Notate che la domanda che Satana gli pose non fu: “Dov’è Dio?”ma: “Dov’è il tuo Dio, Davide?”. In altre parole: “Dov’è la dimostrazione della cura di Dio e della liberazione per te?”. Quando Davide scrisse queste parole, stava scappando da suo figlio Absalom. Si era nascosto nelle caverne, e soffriva l’angoscia ad ogni livello, mentale, fisico e spirituale. La maggior parte di Israele lo aveva rigettato, compresi alcuni dei suoi amici più intimi. Davide parlò dal suo profondo dolore, scrivendo: “Le mie lacrime son diventate il mio cibo giorno e notte, mentre mi dicono continuamente: "Dov'è il tuo Dio?"” (Salmo 42:3). Ma, chi erano? A volte Satana trova persone che ci dicono ad alta voce cose dolorose e rattristanti. Ma la maggior parte delle volte, il nemico usa le sue potenze demoniache, mandandole a scuotere la nostra fede. Ci sussurrano pensieri sottili ma devastanti, formulati dal nemico stesso. E anche i credenti più santi non sono immuni a questi attacchi. È stato ad esempio il caso di Davide, che sentì queste accuse: “Non hai una dimora. La tua stessa famiglia ti ha rigettato. Hai problemi di ogni genere, Davide. Come puoi affermare di essere l’unto di Dio?”. Allo stesso modo, i messaggeri di Satana iniettano alla nostra mente le stesse accuse, facendoci domandare: “Signore, dove sei in questa crisi? Perché mi ritrovo a bere questo calice di dolore, perché tutti ce l’hanno con me? E perché non ascolti le mie preghiere? Grido a te notte e giorno, ma non sento risposta. Le mie lacrime hanno un senso per te?”. Sappiamo che Davide camminò fianco a fianco con il Signore, fidandosi della Sua fedeltà. Era un uomo di preghiera che invocava il Signore in ogni questione della vita. E la Bibbia dice che Dio era con Davide dovunque andava, in tutto quello che faceva. Satana avrà invidiato quest’uomo e le rivelazioni che aveva ricevuto dal cielo, che sono riflesse nei Salmi. Non sorprende che Satana abbia mandato uno spirito maligno ad impossessarsi di Saul, un re compromesso, che manifestò la rabbia dell’inferno contro Davide: “E Saul, da quel giorno in poi, guardò Davide di mal occhio” (1 Samuele 18:9). Non vi confondete: Satana non si preoccupava dell’abilità combattiva di Davide, o del suo talento artistico o della sua personalità vincente. Nessuna di queste cose in se stesse minacciavano il suo regno delle tenebre. C’era piuttosto qualcosa nella fede di Davide, nella sua relazione col Padre, che faceva tremare l’inferno. E che rendeva Davide “il bersaglio Numero Uno” agli occhi di Satana. Quest’uomo veniva perseguitato, beffato e fatto soffrire solo per un motivo: camminava fianco a fianco con Dio. La stessa cosa avviene oggi con tutti quelli che cercano Dio con sincerità. Satana vede che il Signore è con questi credenti, e che lui stesso è abbandonato da Dio – e in lui sorge una rabbia invidiosa. Infatti, l’invidia di Satana nei confronti di Davide si manifestò con lo scoppio di gelosia di Saul: “Lettura da: I Samuele Saul vide e riconobbe che il SIGNORE era con Davide. Saul continuò più che mai a temere Davide, e gli fu sempre nemico… Allora Saul cercò di inchiodare Davide” (18:28-29, 19:10). Notate che, benché Saul si infuriasse contro Davide, ne aveva anche paura: “Saul aveva paura di Davide, perché il SIGNORE era con lui e si era ritirato da Saul” (18:12). Ecco una chiara immagine che il diavolo ha paura di qualsiasi uomo o donna di Dio giusto, che prega ed ha fiducia. Giacomo ci esorta con questa verità, ricordandoci di un’importante arma che ci è stata data: “Resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi” (Giacomo 4:7). Satana invidia e teme di più quelli Satana teme anche un piccolo esercito di quelli che si cingono per fede per combattere. Ha paura di quelli che stanno in piedi e sono pronti a resistere. E poiché ha paura di te, il suo progetto è quello di neutralizzare il tuo spirito combattente. Il diavolo lo fa cercando di inondare la tua mente con dei pensieri di sconfitta, di distrazione, provenienti dall’inferno, che nutrono e alimentano la sfiducia in Dio e ne mettono in dubbio la potenza. Ti griderà nella mente e nello spirito: “Non vale più la pena combattere. Sei troppo debole a causa delle tue lotte personali. Non sarai mai uno che vince. Le potente dell’inferno sono troppo forti per poterle sconfiggere. Perciò farai bene a rilassarti. Non hai bisogno di essere così intenso nella battaglia”. Carissimi, questa è tutta distrazione! L’unica strategia di Satana è far distogliere i tuoi occhi dalla vittoria della Croce. Vuole che ti concentri sulla tua debolezza, sui tuoi peccati, sulle tue disfatte – e per questo aumenta i tuoi problemi e le tue sofferenze attuali. Vuole farti credere che non sei abbastanza forte per poter andare avanti. Ma il punto non è la tua forza, ma la forza di Gesù. Il fatto è che tutti noi avremo lotte finché moriremo, a meno che Gesù non tornerà prima. Avremo momenti di calma, tempi di refrigerio. Ma finché saremo sulla terra, avremo lotte spirituali. E non c’è fine a queste battaglie. Per questo Paolo dice che Gesù ci ha dato armi potenti da distruggere le fortezze. Siamo stati equipaggiati con armi a cui Satana non può resistere: la preghiera, il digiuno e la fede. Alcuni cristiani si sono così concentrati sul loro dolore e sulle loro prove da non poterlo più sopportare. Quando incontri credenti del genere, l’unica cosa di cui parlano sono i loro combattimenti. Non li sentirete mai parlare della vittoria che Cristo ha vinto per loro. Che non sia così per il popolo di Dio. È giunto il tempo di distogliere la mente dalle nostre attuali afflizioni. Dobbiamo distogliere gli occhi dalle prove e fissarli sul Capitano di questa guerra. Gesù ha le chiavi di ogni vittoria, e ci ha promesso: “Ti ho fornito ogni arma necessaria alla battaglia. E sono pronto e disposto a darti forza nei momenti di debolezza”. Spesso quando diciamo: “Sono andato oltre per Gesù”, la verità è che siamo semplicemente giunti al punto di confidare appieno nel “sacrificio di sangue” di Cristo. In Genesi 15, Dio fece un patto glorioso con Abrahamo. Disse al patriarca di prendere una giovenca e una capra e di dividerle a metà. Poi Abrahamo doveva prendere una tortora e un piccione e metterli a terra, testa a testa. Abrahamo fece come gli era stato comandato, e mentre queste creature erano lì a terra tutte sanguinanti, degli avvoltoi iniziarono a scendere sulle carcasse. Improvvisamente, Abrahamo avvertì un buio pesante tutto intorno a lui. Cos’era quel buio? Era Satana che era in panico. Vedete, il diavolo aveva sentito il patto che Dio aveva fatto con Abrahamo. Il Signore aveva promesso di fare di Abrahamo una nazione potente e di benedire per sempre il suo seme. Inoltre, Dio aveva promesso di dare ad Abrahamo il paese di Canaan. Era quest’ultima promessa che aveva stimolato di più l’invidia di Satana. Canaan era il territorio del diavolo, un paese di idolatri, la sua fortezza demoniaca sulla terra. Ed ora Dio stava dicendo che il seme di Abrahamo avrebbe conquistato e posseduto quel territorio. Carissimi, quando fate un patto con il Signore, lui vi dice cose buone. Vi promette: “Non vi farò cadere e vi presenterò senza macchia davanti al trono del Padre”. “Attraverso queste ci sono state elargite le sue preziose e grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventaste partecipi della natura divina dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza” (2 Pietro 1:4). Come pensi reagisca Satana quando vede che tutto questo accade nella tua vita? Prima vede che le gloriose promesse del nuovo patto diventano nostre, quando diamo la nostra vita a Gesù. Questo fa andare il diavolo su tutte le furie. Poi ti vede deciso a proseguire con il Signore. A quel punto, per lui c’è una sola reazione: tutto l’inferno va nel panico! Satana riconosce che hai pienamente confidato nel “sacrificio del sangue” di Gesù per combattere tutti i tuoi desideri carnali e metterli a morte. E sa che questo significa che il suo regno delle tenebre ora è messo alle strette. Perciò manda degli avvoltoi per cercare di consumare il tuo sacrificio. Cosa sono questi avvoltoi? Sono i pensieri che nascono nell’inferno, e vengono per insidiarti e farti mettere in dubbio la fedeltà di Cristo nei tuoi confronti. Basta un solo cristiano che prega ed ha fiducia per scuotere le fondamenta dell’inferno. E se questo ti riguarda, allora forse ti senti girare intorno gli avvoltoi che Satana ti ha mandato per farti cadere. Conosco molti credenti devoti che proprio in questo momento stanno combattendo contro un profondo senso di insicurezza. Lottano tutti i giorni contro sentimenti di indegnità. Si chiedono: “Se fossi veramente fedele, non sarei così preoccupato, così inefficiente nella testimonianza, così privato finanziariamente”. No, questa è proprio l’opera degli avvoltoi, che vengono a rubare il sacrificio. Dio ci ha dato una strategia spirituale Cosa fece Abrahamo quando vennero gli avvoltoi? La Scrittura ci dice che li scacciò. Allo stesso modo il Signore ci ha mostrato un modo per scacciare gli avvoltoi che ci minacciano. Non dobbiamo aver paura degli attacchi del diavolo, perché ci sono state date delle armi potenti. Ogni qualvolta mi viene in mente un dubbio su Dio, devo solo resistere e appoggiarmi a quello che so sul mio amato Signore. Non posso accettare alcun pensiero basato semplicemente in base a come mi sento in quel momento. Tutti i miei pensieri devono essere misurati alle promesse che Gesù mi ha fatto e sulla vittoria che ha vinto per me. Per dirla in parole povere, se mi vengono in mente pensieri di accusa – se provocano dubbio e paura, o condanna o un senso di rifiuto – so che non vengono da Dio. Tutti noi dobbiamo essere pronti quando vengono questi orribili pensieri. Anche il Signore Gesù fu soggetto a questi tipi di pensieri del nemico durante la tentazione che sopportò nel deserto. Ho avuto comunione con alcuni dei santi di Dio più cari sulla terra. Molti di loro mi hanno detto che dopo aver cercato per un tempo il Signore – digiunando per giorni, impegnandosi con la mente ed il cuore a cercare il Signore – sono stati piagati da dubbi orribili riguardanti la stessa esistenza di Dio. Un caro profeta mi ha confessato: “Di recente, sono stato assalito da pensieri malvagi. È la prima volta che mi accade una cosa del genere”. Ma lo Spirito Santo lo ha rassicurato: “Rimani fermo nella fede. Questi non sono tuoi pensieri, vengono da Satana. Il diavolo vuole convincerti che sei cattivo come i pensieri che ti manda. Vuole minare la tua fede. Semplicemente continua a resistere e confida nel Signore. Non affonderai. Sei sotto attacco, perché hai scosso le fondamenta dell’inferno”. Come Abrahamo, il mio amico ha scacciato quegli avvoltoi, usando con fede la Parola di Dio. Allo stesso modo, Gesù resistette alle tentazioni di Satana nel deserto, ed il diavolo lo lasciò per un tempo. Possiamo sapere che Dio farà lo stesso per noi, se resistiamo in fede, confidando nelle sue promesse. Perciò, cari fratelli, quando vengono a te gli avvoltoi, portando pensieri di indegnità e di insicurezza, scacciali con la Parola di Dio. Il sacrificio che il Signore ti sta spingendo a compiere gli è piacevole, e Lui lo onorerà. Alleluia
4月7日 Tempeste della vitaMolte persone sono profondamente colpite da duri ed iprevisti colpi di sfortuna.Delle tempeste inattese e indescrivibili possono piombare su di noi e non è possibile superarle con la nostra propia forza.Alcuni cercano aiuto da persone più o meno degne i fiducia ,altri si rifugiano nell'alcool o in droghe dannose.Ma tutte queste cose non risolvono mai i problemi ,anzi portano soltanto grandi deusioni.c'è solo uno che è più forte di ogni tempesta ,colui che ha vinto in tutte le tempeste della vita :Gesù Cristo. I discepoli di Gesù avevano ache affrontato una tempesta tanto furiosa .la Bibbia ci racconta: E fattosi sera,la barca era in mezzo al mare ed egli era a terra tutto solo. E vedendo i discepoli affaticarsi a remare ,perchè avvano il vento contrario,verso la quarta vigilia della notte,egli ando verso loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Ma essi vedendolo camminare sul mare ,penssavano che fosse un fatasma e si misero a gridare,perchè lo avevano visto tutti e si erano spaventati; ma egli subito parlò loro e disse : fatevi animo,sono io ,non temete! Poi salì con loro sulla barca e il vento si calmo.Nella notte ,una barca con dodici uomini a bordo si trovò in mezzo al mare sballottati dalla furia del vento e dei marosi. lontani dalla riva erano esposti al duro destino ,abbandonati al vento e alle onde.benchè tra di loro si trovassero dei pescatori e gente di mare esperta,l'angoscia era grande ,perchè non potevano arrivare .alla riva il vento era loro contrario.non capita spesso nella vita di trovarsi in una simile situazione? Non è accaduto qualche volta di essere sballottato dal destino? La vita no ti sembra a volte scura e minacciosa? Ti trovi adesso inuna difficolt che non puoi superare con la tua propia forza? riconosci che le tue forze sono vane?lettric ,caro lettore,c'è un via d'uscita Dio ti ama e vuole aiutarti.Perciò non lasciarti vincere dalla disperazione . La liberazione è vicina!In mezzo all'angoscia,nella tempesta,nella notte il Signore Gesù Cristo si avvicina ai uoi discepli.Egli viene come salvatore anche da noi.Lhai già riconosciuto? L'ai giàaccettato come SAlvatore ?O Gesù non significa niente per te ?Colui che non si abbandona a lui e non cerca in lui il suo socorso,pecca contro Dio nl'onnipotente, il creatore del cielo e della terra.Molte persone credono di essere giustificate per mezz della loro buona condotta e le buone opere.Altri desiderano fare del bene,senza successo.Come nella notte in cui i discepolidi Gesù remarono cn difficoltà così combattono oggi molte persone una dura lotta contro il peccato,per esempio contro i vizi, senza arrivare mai allo scopo.Perchè ' Non aspettano il soccorso del Signore Gesù cristo ci ama !Perciò egli è venuto su questa terra e ha preso sul suo corpo le conseguenze del nosrto peccato,la morte e l'abbandono di Dio .Egli è morto sulla croce senza aver fatto peccato.Ma egli è risorto .Gesù vive !Colui che crede in lui ha la vita!la vittoria contro il peccato la riceviamo solo per mezzo della purifucazione co il sangue di Gesù .Chi crede nel figlio di Dio e gli affida la sua vita senza alcuna riserva non viene più sballottato,ma ha con lui,il Risorto ,forza gioia,pace vittoria e la certazza della vita eterna nel cielo.L'uomo salvato ascolta la voce che gli dice; Sta di buon cuore ,sono io ,on temere! Nella sofferenza si rivela se tu sei un vero figlio di Dioo soltanto di nome .Colui che sta in profonda comunione con Dio no si dispera e non perde il coraggio nella dificoltà Dio ci dona anzitutto fiducia,consolazione e speranza anche a te dice il nostro Signore Gesù Cristo : Sta di buon cuore, sono io ,non temere ! Avvicinati adesso con fede a lui e prega: Signore Gesù Cristo ,perdonami i miei peccati e perdonami anche che non ho aspettato il tuo soccorso.Volgi nella fede lo sgardo su Gesù ,prendi la tua Bibbia in mano e leggi i vangeli la pace di Dio ,che sopravanza ogni intelligenza ,custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù la paura si allontanerà.dio stesso entrerà nel tuo cuore,nella tua vita.la tempesta si calma.Cara letrice,caro lettore prendi sul serio la parola di Dio e riconciliati con lui per mezzo delsangue di Gesù cristo .Accetta il Signore gesù Cristo come tuo personale Salvatore . affidagli tutta la tua vita e riponi per sempre la tua speranza nel figlio di Dio .Gesù Cristo ti ama e il tuo cuore sarà confortato anche nelle dure prove.La forza di Dio abiterà in te e tu sarai un persona felice e fiduciosa, un testimone reale del tuo Salvatore ,un portatore di benedizioni in questo mondo pieno di tormenti ed oscurità. Non esitare ,prendi oggi la decisione e abbandonati compretamente al tuo unico Salvatore Gesù Cristo !egli ti benedirà potentemente. 4月5日 Io il signore ho pagato per te con la mia morte in croce per i tuoi peccatiIo sono il Signore ,venite venite al votro Salvatore voi tutti che avete bisogno di me,voi che siete aggra vati e che cercate la pace .Venite voi che amate il Sugnore .confidate solo in me e sarete al sicuro ,confortati,guariti ,sanati da ogni malattia mortale ;gioia e pace puoi trovare perchè io sono il Signore Dio vostro .Non c'è nessuno che ti può guarire come io ti guarisco ,abbi fiducia in me,nessuno può darti la pace come io la do e non come il mondo la da Giovanni 14 :27.Sei stanco di ricevere insulti e pene ? Io sono colui che ti può dare consolazione, venite voi tutti che cercate il Signore ed io vi accoglierò con grande misercordia, non abbiate,paura ,io non guarderò i vostri peccati; Io il Signore ve li perdonerò tutti e sarete sanati dalle vostre infermità Salmo 103,venite ,fate pace con me io sono Gesù colui che vi ama .Voi non potete pagare con denaro o con opere pie il prezzo del vostro riscatto Ricordatevi che io mi sono fatto crocifiggere per voi sul duro legno della croce ed ho pagato per i vostri peccati.ho fatto tutto io ,ho ricevuto sputi e beffe, frustate dagli uomini spietati e violenti che dicevano :crocifiggilo,crocifiggilo !Ma li ho sempre amati fino alla morte ,ho guarito gli ammalati ed ho resuscitato i morti.Io non sono cambiato sono sempre lo stesso perchè io sono l'Immutabile Dio apocalisse 7:8 .Ancora oggi resuscito quelli che sono sul punto di morte, libero i posseduti tormentati dagli spiriti maligni che sono dei demoni .io ,solo il vivente posso fare queste cose e nessun altro ,tutti gli altri sono bugiardi e falsi. .sapete che la terra sussiste per me ? Sai che tutti coloro che hanno vita lo devono a me? Io sono il vostro respiro, se io togliessi il respiro all'uomo esso morirebbe come ogni creatura che sussiste nella terra, io sono la vita di ogni creatura.Senza di me l'uomo è morto nei suoi peccati. Cosi sei anche tu! Perciò l'uomo oggi ha bisogno di cercare il Signore Dio per vivere per sempre in Eterno .Io Gesù sono la vita eterna giovanni 14:28 e la luce del mondo Givanni 8 :12 .Per questo dico a tutti venite a me e io vi accoglierò, Io non sono una statua di pietra o di gesso, o una figura di carta o un dipinto in tela fatta a somiglianza di uomo ,io sono spirito Giovanni 4:23,24 .Sono la vita e sono colui che vi abbonda di ogni bene.ho uomo ,chiunque tu sia voglio farti conoscere ciò che è bene e voglio che tu pratichi la mia giustizia , ami la cremenza e sii umile col tuo Dio e col tuo prossimo Mic.6:8 la mia voce grida per la città cosi io grido anche al tuo cuore che tu lasci il peccato e riconosca davanti all'Eterno Dio che sei un peccatore perduto, e che cerchi la verità ,la fedeltà ,di amare colui che affligge il tuo cuore anche il tuo fratello e porre fine al male :allora io il Signiore Dio userò misericordia facendoti del bene Mic.7 :18,19 Ti dono la mia pace e sappi che io ,Gesù ti amo e ti ho sempre amato prima che tu nascessi .Figliolo mio non fare poca stima della disciplina del Signore e non ti perdere d'animo quando da lui sei ripreso.Io voglio farti comprendere con queste parole di non rigettare gli insegnamenti e i comandamenti che il tuo Dio ti da ma mettili in pratica e tu prospererai,leggi Proerbi 3:1,26 e costaterai quanto Dio è buono.Gesù ti ama di un amore eterno.Dio ti benedica tuo amico Gesù Cristo non ha intermediari, lui solo ha fatto ogni cosa .Lui perdona guarisce ,resuscita i morti e dona la vita eterna .Se tu hai fede e credi solamente in lui ,otterrai queste cose , l'impossibile è possibile a lui 3月26日 Gesù ti amaAmico/a qual'è la realtà che sta distruggendo la tua vita? vuoi ucciderti per farla finita oppure è la depressione, o la tua vita coniugale è in pericolo di lasciamento? La tua infermità ,la solitudine, le tue delusioni ,i tuoi mali affari ,perchè il lavoro va male .La droga che ti sta distruggendo la vita , ti senti fallito ,perchè le cose ti vanno male in casa ? Non hai più pace nel tuo cuore? ti senti avvilito ,perchè vedi cose che non vorresti vedere? sei ammalato e vuoi guarire? se tu vivi in questi problemi ,o in altre situazioni sappi che c'è uno che ti ama ,fin da quando sei nato ,e costui è Gesù Cristo.il Signore vuole alleggerirti da questi pesi , che ti stanno affliggendo e schiacciando la tua vita. In fatti lui solo si può permettere di dire siete afflitti ,travagliati,venite a me ed io vi darò riposo ,perchè in me sta il vostro riposo.Matteo cap.11 ves.28,29,Geremia cap.6 ves.16. Amico/a ti invito aleggerlo tu stesso nella tua bibbia .Come infatti il Signore dice nella sua parola ,io sono colui che ti ho formato nel ventre di tua madre isaia cap. 44 ves. 2 è sono colui che ti ho fatto nascere e crescere sino ad oggi. Io conosco il tuo bisogno sia materiale . che spirituale ,so anche che stai soffrendo in segreto, il tuo cuore è afflitto e combattuto ; tu dici nessuno può comprendere quello che io sto passando , mi hanno abbandonato non ho in chi sperare per avere aiuto ,ho visto che mi hanno truffato rubbandomi tanti soldi , sono andato nei cartomanti, per fammi fare le carte anche loro hanno fatta la stessa cosa , insomma ho provato anche ad andare nei medium , per parlare con gli spiriti ma anche in loro ho trovato falsità ed inganno. Ma insomma in cosa devo credere ? amico hai mai provato di confidarti solo nel Signore Gesù Cristo ? l'hai mai cercato ? hai mai parlato con lui delle tue necessità ? tu mi protesti dire , dove cercalo, tu puoi trovalo, nella sacra bibbia .Leggi il Salmo 103 ed il Salmo 118 ves. 5,6 vedra che c'è scritto qualcosa per te . Nell'angoscia invocai l'Eterno ed egli il Signore mi ha risposto e mi mise al largo. L'Eterno è per me ; io non avrei alcuna paura che cosa mi può fare l'uomo, come dire io non avrò paura ne delle malattie, e ne della morte nel verso 17 dice :io non morrò, ma anzi vivrò e racconterò le opere del Signore Dio . Perciò ti conviene rifurgiarti nel Signore ,perchè nello stesso salmo 118 ves. 8 è scritto, è meglio sperare nell'Eterno che confidarsi nell'uomo : ma tu fino ad ora in chi hai sperato ? e ti sei confidato? hai forse sperato nell'uomo ? ma di buono cosa ti e avvenuto? ti hanno sicuramente parlato con menzogna ; anzi sei stato rubato senza che tu te ne accorgersi. Ascolta voglio darti un consiglio se hai una Bibbia in casa o a portata di mano leggila e vedrai che essa ti lascerà sbalordito tu stesso ti rallegrerai e gioirai quando il Signore ti parlerà dicendoti io il SIgnore iddio ti guarisco d'ogni male esodo cap.15 ves.26 . Sai ,parlare con Dio non è di tutti , perchè molti vogliono parlare con i fattucchieri , uomini spiritici che hanno comunicazioni con i demoni , chiamati diavoli avversari di Dio . Questi fattucchieri fanno credere alla povera gente ,che hanno comunicazione con i defunti , ciò gente morta in disgrazia . Non credeterci perchè è falso .E' il diavolo stesso che parla dalla bocca del fattucchiere , per far credere che lo zio x , o il padre ,o la madre ,o il fratello che parla non credeterci perchè non è vero ! per ricevere notizie da i loro congiunti morti ,o per ricevere qualche soddisfazione personale di fare de male al parente ,o al vicino di casa . Ma beati coloro che parlano con Dio e speranosolo in lui e non negli uomini che periscono . Amico/a non hai una bibbia ? compratela subito e leggila e vedrai che le cose nella tua vita cambieranno, oggi vediamo come l'uomo e interessato solo alle cose terrene e non a quelle celesti cioè di Dio qui è il guaio per l'uomo, perchè si cura solo ed unicamente delle cose che appetiscono alla carne Galati cap. 5 ves. 16 , 23 ma non a quello dello Spirito Santo .Sai tu amico che in te c'è una cosa molto preziosa a gli occhi di Dio ? sai tu cose ? se tu non lo sai te la drò io steso ciò è la tua anima .. Il Signore Gesù per questo è venuto sulla terra , per salvare l'anima tua e quella di tutto il genere umano , non è prezioso questo ? dove trovi un uomo come Gesù che è morto per noi peccatori dove ne passato hanno ricevuto e al presente ricevono remissione dei peccati ,mediante il suo sangue prezioso 1 Giovnni cap.1 ves. 9 perciò conviene oggi cercare colui che da la vta eterna Giovanni cap 10 ves.28 perciò non tardare di accertallo come tuo unico amico e salvatore dell'anma tua ,fallo presto perchè domani potrebbe essere troppo tardi .Per finire ti do il mio cordiale saluto cristiano chr Iddio ti benedica il Signore ti risponda nel giono dell'avversità , ti manda soccorso dall'alto Salmo 20 ves. 1, 2 3月7日 cosa e il pentimentoIL PENTIMENTO (O DOLORE DEI PECCATI) Dal Signore impariamo una certa successione: Egli è venuto per patire, ma finché non è venuta l'ora non anticipa la passione. Quindi bisogna riconoscere con chiarezza tutti i peccati, la loro gravità, e sentirli come nostri, poi viene il momento del pentimento. Che cosa significa pentirsi ? Pentirsi vuol dire che siamo inorriditi per la grande distanza che c'è, a causa del peccato, tra Dio e noi. Nel pentimento non c'è posto per scuse o per attenuanti in considerazione delle circostanze. Dobbiamo guardare in faccia la nostra colpa in quanto colpa e misurarne la gravità. Per capirne la gravità non dobbiamo guardare solo a ciò che abbiamo commesso, ma soprattutto a ciò che Dio fa per noi. Anche per il pentimento Gesù resta il nostro modello. Gesù porta i nostri peccati al Padre in un amore cosi purificante che il Padre vede solo l'amore e l'opera di riconciliazione del Figlio. Nessuna difficoltà, nessuna stanchezza, nessun viaggio, nessun discorso, nessun miracolo è in grado di distogliere Gesù, durante la sua vita, da questo atteggiamento di amore. Da questa vicinanza del Figlio con il Padre, noi possiamo capire quanto ci siamo allontanati. Non abbiamo altra misura per capire la vicinanza che avevamo nei giorni della grazia e che ora abbiamo perduto. Solo se usiamo questo modo di misurare il nostro peccato ci avviciniamo al pentimento cristiano. Infatti il pentimento cristiano non è quello di chi è dispiaciuto di non essere migliore di ciò che è, ma è quello che viene dal percepire quanto ci siamo allontanati dall'amore di Dio. Questo pentimento deve cagionare dolore, infatti se è cristiano non è un semplice atto d'intelletto, ma coinvolge il cuore. Il dolore deve essere del nostro cuore, del cuore che avrebbe dovuto amare e che non ha amato .***** Da che cosa deve nascere il dolore ?Dal fatto che abbiamo peccato davanti a Dio, al suo amore che è più grande di ogni altra realtà. Questa circostanza: "Davanti a lui", deve essere tenuta presente nel modo più concreto possibile per suscitare il pentimento. Ciascuno deve dire a se stesso: "proprio davanti al suo volto ho preso posizione contro di Lui"; bisogna mettersi davanti agli occhi, al vivo per quanto è possibile, questa situazione. Dio in Gesù Cristo ha rivelato il suo amore infinito per me e non ha avuto esitazione a salire sulla Croce e io l'ho guardato in faccia e l'ho tradito o, almeno, l'ho dimenticato. Il suo amore è la realtà sconvolgente che fa nascere il dolore. Come è accaduto a Pietro che pianse amaramente per aver tradito colui che anche per lui sta per dare la vita. Proprio perché il dolore nasce dall'amore di Dio per noi esso non può rimanere solo dolore, ma diventa anche certezza della salvezza, certezza che non saremo mai abbandonati. "Chi potrà separarci dall'amore di Dio in Cristo Gesù" Rm. 8 dice S. Paolo. L'amore di Dio è il fondamento del dolore, ma anche della speranza .Il peccatore nel fondo della sua fede conosce questo amore che non può mai andare perduto per lui,e che è la prima causa che rende possibile il pentimento. Solo mettendosi dal punto di vista di Dio il dolore diventa perfetto. Quello che veramente conta è che il motivo della conversione: deve essere Dio e l'amore per lui. Uno potrebbe chiedere se ci sono altri motivi per essere addolorati. oltre all'amore di Dio. Bisogna rispondere che molte persone si addolorano più per se stesse che non perDio: c'è chi si addolora perché non è riuscito ad essere come avrebbe voluto ed è ferito nel suo orgoglio; c'è chi non è riuscito a mantenere una promessa fatta agli altri e si sente sminuito agli occhi altrui. Questi tipi di dolore non sono quelli giusti. Primo perché non ha niente a che fare con Dio, anzi si dimentica di Dio. Secondo perché molto spesso conduce alla paralisi e allo scoraggiamento. Si vedeche non ce la si fa proprio e invece di impegnarsi di più, si lascia pian piano ogni sforzo per migliorarsi: forse senza essere esplicito è questo l'atteggiamento più ricorrente delle cattive confessioni. Ci sono persone che non si ritengono obbligate a mostrare un serio pentimento davanti a Dio e si limitano a un pò di rammarico solo con se stessi. Questo significa non ubbidire al Signore, non capitolare davanti a Lui e voler tenere il coltello dalla parte del manico. In questo modo la relazione di vivo amore tra Dio e l'uomo presto o tardi si estinguerà. CHE COSA SUCCEDE INVECE QUANDO IL DOLORE E' AUTENTICO ? Se uno è completamente afferrato da un dolore vero vede non solo i peccati commessi, ma anche tutta la propria vita lontana da Dio. E di tutto ciò non ne vuole più sapere Emerge il desiderio vivissimo di estinguere questa vita per lasciare il posto alla "novità" dell'amore di Dio e, quindi, alla speranza. Se vogliamo usare un'immagine, è come se il peccatore vedesse se stesso come un morto al quale il Signore risorto offre la possibilità di rientrare nella vita. Il Signore ci dona qui una parte della sua vita eterna, e il dolore della confessione è come un raggio della vita eterna che entra nella situazione di morte in cui si trova il peccatore e lo illumina e lo conduce alla rinascita. Il dolore vero dei peccati proprio perché fa entrare in comunicazione con la luce di Dio, diventa stimolo potentissimo all'azione, al cambiamento. Mentre il dolore falso scoraggia, il dolore vero porta alla trasformazione dell'essere : il cristiano addolorato non vuole stare più lontano dal Signore e cerca lastrada del ritorno, che significa la strada della conversione. Qualcuno potrebbe dire: "ma che senso ha tutto questo discorso sul dolore, quando poi tutto ritorna come prima ?". Dopo la confessione ritorna tutto come prima ? E' vero ? Solo se si ha una fede limitata e un amore povero si può pensare questo. Può pensare cosi solo chi guarda a se stesso e alle sue impossibilità e si dimentica di guardare a Dio e alle sue possibilità. Dobbiamo ricordarci della parola di Gesù: "ciò che impossibile agli uomini è possibile a Dio". Chi è veramente addolorato per il proprio peccato cerca di tornare a Dio con tutte le forze e si impegna nel combattimento per una vita rinnovata, avendo fiducia nell'aiuto di Dio. In tal modo la confessione fatta mensilmente o settimanalmente porta sempre qualche cosa di nuovo. Se non altro il desiderio sincero di stare vicino a Dio e di non tollerare la lontananza da Lui. 3月2日 In fatti .quando gli uomini risusciteranno dai morti ,nè si ammoglieranno nè si mariteranno , ma saranno come gli angeli in cielo . Marco cap . 12 ves . 25Non rendete ad alcuno male per male ; cercate di fare il bene davanti a tutti gli uomini.Romani cap.12 ves.17
E Gesù gli rispose : Il primo comandamento di tutti è : Alscolta ,Israle : Il Signore Dio nostro è l'unico Signore . Marco Cap. 12 ves. 29 12月27日 La mia testimonianza
11月6日 Gesù
Non fate le vostre vendette ,cari miei ,ma lasciate posto all'ira di Dio , perchè sta scritto : A me la vendetta ,io renderò la retribuzione ,dice il Signore Romani cap.12 ves,19 Gesù' e la verità e la vita'chi viene a me dice Gesù non morirà ma vivrà
Non giudicate e non sarete giudicati non codannate e non rarete codannati ; perdonate e vi sarà perdonato . Luca cap.6 ves. 37 Date e vi sarà dato : una buona misura ,pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata in seno ,perchè con la misura con cui misurate , sarà altresì misurato a voi .Luca cap 6 ves 38
Perciò vi dico , Chiedete e vi sarà dato ; cercate e troverete ; bussate e vi sarà aperto . Poichè chiunque chiede riceve , chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa .Luca cap. 11 ves.9-10 Quando lo spirito immondo esce da un uomo , vaga per luoghi aridi ,cercando riposo ; e non trovandone , dice ritornerò nella mia casa dalla quale sono uscito . E se quando torna la trova spazzata e adorna ,allora va prende con sè sette altri spiriti peggiori di lui ,ed essi entrano là e vi abitano ; e l'ultima condizione di quell'uomo diviene peggiore della prima .Luca cap. 11 ves.24-25-26.
Ed egli disse: guai anche a voi , dottori della legge ! Perchè caricate gli uomini di pesi difficili da portare , e voi non toccate questi pesi neppure con un dito .Luca cap.11 ves 46
Ma non vi è nulla di nascosto che non debba essere palesato , nè di occulto che non debba essere conociuto Luca cap 12 ves.2
la BibbiaSe fai bene non sarai tu accettato? Ma se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta e i suoi desideri sono volti a te ;ma tu lo devi dominare.(Genesi cap. 3 ves.7) Se sei puro e integro, certamente egli sorgerà in tuo favore e ristabilirà la dimora della tua giustizia.(Giobbe cap.8 ves 6) Deciderai una cosa e ti riuscirà ,e sul tuo cammino splenderà la luce,quando ti umiliano,dirai:L' innalzamento verrà".Egli soccorrera l'umile e libererà anche chi non è innocente;si , egli sarà liberato per la purità delle tue mani.(Giobbe cap.22 ves.28,29,30) Ma se ubbidisci pienamente alla sua voce e fai tutto quello che dirò , io sarò il nemico dei tuoi nemici sarò l'avversario dei tuoi avversari. (Esodo cap.23 ves.22) Servite all' Eterno,il vostro DIO ,ed egli benedirà il tuo pane e la tua acqua; ed io allontanerò la malattia di mezzo a te:(Esodo cap.23 ves.25) Ma l' Eterno rispose a Mosè: Colui che ha peccato contro di me ,quello cancellerò dal mio libro!(Esodo cap.32 ves.33) Perchè non ti prostrerai ad altro dio,poichè l'Eterno,il cui nome è "il Geloso"è un DIO geloso.(Esodo cap.34 ves.14) Non rivolgetevi a idoli e non fatevi degli dèì di metallo fuso.Io sono l'Eterno,il vostro DIO.(Levitico cap.19 ves.4) E se una persona si rivolge ai medium e ai maghi per prostituirsi dietro di loro, io volgerò la mia faccia contro quella persona e la sterminerò di mezzo al suo popolo.Santificatevi dunque e siate santi,perchè io sono l'Eterno, il vostro DIO.Osservate i miei statuti e metteteli in pratica.IO sono l'Eterno che vi santifico.(Levitico cap.20 ves.6,7,8) Nessuno di voi danneggi il suo vicino, ma temerai il tuo DIO; poichè io sono l'Eterno, il vostro DIO.(Levitico ca.25 ves.17) L'Eterno rispose a Mosè:Il braccio dell'Eterno è forse raccorciato ? Ora vedrai se la mia parola si adempirà o no.(Numeri cap.11 ves.23) Poichè l'Eterno, il tuo DIO, è un fuoco consumante, un DIO geloso.(Deuteronomio cap.4 ves.24) Riconosci dunque nel tuo cuore che ,come un uomo corregge suo figlio ,cosi l'Eterno, il tuo DIO, corregge te.(Deuteronomio cap.8 ves.5) Ciò nonostante l'Eterno,il tuo DIO,non volle ascoltare Balaam; ma l'Eterno, il tuo DIO,mutò per te la maledizione in benedizione, perchè l'Eterno,ti ama.(Deuteronomio cap.23 ves.5) L'Eterno gli disse:Chi ha fatto la bocca dell'uomo,o chi rende uno muto ,sordo,vedente o cieco? Non sono forse io, l'Eterno? Or dunque và, io sarò con la tua bocca e ti insegnerò ciò che dovrai dire.(Esodo cap.4 ves.11,12) Non userai il nome dell'Eterno, il tuo DIO, invano, perchè l'Eterno non lascerà impunito chi usa il suo nome invano.(Esodo cap.20 ves.7) Io certo ti benedirò grandemente e moltiplicherò la tua discedenza come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare;e la tua discendenza possederà la porta dei suoi nemici.(Genesi cap.22 ves.17) L'Eterno cobatterà per voi,e voi ve ne starete tranquilli.(Esodo cap.14 ves.14) Non opprimerai alcuna vedova,nè alcun olfano.Se in qualche modo li opprimi ed essi gridano a me, io udro senza dubbio il loro grido.(Esodo cap.22 ves.22,23) Le terre non si venderanno per sempre, perchè la terra è mia ;poichè voi siete forestieri e affittuari con me.(Levitico ca.25 ves.23) Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho, anch'io ricevuto,e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le scritture ; che fu sepolto e risuscitò il terzo giorno secondo le scritture.(1 Corinzi cap.15 ves.3,4) Sai tu cosa è l'alcool, l'eroina,la cocaina e la droga? E' la tua rovina,cioè la tua morte.Vuoi conoscere le tue condizioni?Leggi e capirai Gesù è pronto a liberarti e guarirtiA Vuoi sapere cosa significa ravvedimento?leggi e ti darà conoscenza,portandoti nella Sacra Bibbia
Dio vi benedica durante la lettura.
Dio ti benedica Amico/a ,mi presento a te con un caro saluto Cristiano,Dio ti benedica.Hai letto il titolo di questo Questo messaggio potrebbe essere per te dottrinale,però può essere di luce per quelli che non conoscono la verità questo è il vero battesimo secondo la sacra bibbia immersioneQuale battesimo si deve fare?Vogliamo rispondere |
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